Arezzo – 14 marzo 2026 – Nei giorni scorsi a San Giovanni Valdarno si è svolta la Conferenza dei sindaci del Valdarno, occasione di confronto sui principali temi che riguardano il territorio. All’incontro ha partecipato anche la CISL di Arezzo insieme alle proprie federazioni di categoria.
A nome della Confederazione è intervenuto il segretario generale Mauro Cerofolini, che ha sottolineato l’importanza di mantenere aperto il confronto con le istituzioni locali sui temi dello sviluppo, del lavoro e della qualità dei servizi pubblici, lasciando poi spazio agli interventi delle categorie sui singoli argomenti affrontati.
E’ stato affrontato anche il tema della sanità territoriale e, in particolare, la situazione del punto nascita dell’ospedale Santa Maria alla Gruccia, presidio sanitario fondamentale per tutto il Valdarno.
Sull’argomento è intervenuto il segretario generale della CISL Funzione Pubblica, Maurizio Milanesi: «Apprezziamo l’impegno delle istituzioni del territorio nel mettere in campo tutte le iniziative utili a scongiurare la chiusura del punto nascita dell’ospedale del Valdarno».
Milanesi ha ribadito l’importanza dell’ascolto delle rappresentanze sindacali, che attraverso il lavoro quotidiano nei servizi hanno il polso della situazione della sanità territoriale e possono contribuire a individuare per tempo criticità e possibili soluzioni da condividere con l’Azienda Sanitaria Sud Est.
«Questa vicenda dimostra quanto sia fondamentale l’ascolto delle rappresentanze dei lavoratori – ha aggiunto – proprio per evitare di trovarsi a gestire situazioni emergenziali. È quindi necessario mantenere alta l’attenzione anche su altri servizi sanitari del territorio, monitorando con continuità i diversi setting assistenziali».
Nel corso dell’incontro è stato affrontato anche il tema della filiera della moda, uno dei settori più importanti per l’economia del Valdarno e dell’intera Toscana.
Su questo punto è intervenuto Jacopo Maccari, responsabile del territorio aretino e del Valdarno della FEMCA CISL Toscana, che ha richiamato i contenuti del documento approvato dal Consiglio regionale della Toscana sulla crisi del comparto moda.
«Si confermano naturalmente i contenuti del documento regionale in tutti gli aspetti concordati dalle parti. È fondamentale continuare a lavorare insieme per sostenere un settore strategico per l’economia del territorio e per l’occupazione».
Il documento regionale individua alcune priorità di intervento per sostenere la filiera: tutela dell’occupazione attraverso gli ammortizzatori sociali nelle fasi di rallentamento produttivo, sostegno alle piccole e medie imprese della subfornitura e dell’artigianato, rafforzamento del confronto tra istituzioni, imprese e organizzazioni sindacali e investimenti su innovazione e formazione per accompagnare i cambiamenti del settore.
Maccari ha inoltre sottolineato l’importanza di non disperdere il patrimonio di competenze costruito negli anni nelle aziende del territorio: «Non dobbiamo assolutamente disperdere il valore professionale che si è creato nel tempo nei distretti produttivi. Allo stesso tempo è necessario fare un’attenta analisi della fase che il settore sta attraversando e accompagnare i cambiamenti del mercato e delle tecnologie».
Il responsabile della FEMCA CISL ha inoltre evidenziato come la situazione del territorio non sia uniforme: «Nel Valdarno aretino alcune grandi realtà della filiera continuano a mantenere una buona tenuta produttiva, mentre altre aziende legate in particolare ai comparti della pelletteria e delle calzature stanno attraversando fasi più complesse. Per questo è necessario mantenere alta l’attenzione su tutta la filiera e soprattutto sulle piccole imprese della subfornitura».