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Crisi calzaturiero ad Arezzo: produzione ferma, lavoratori senza tutele. Chiesto il tavolo regionale di crisi

Arezzo – 6 maggio 2026 –  Nessuna ripartenza, niente ammortizzatori sociali, situazione ormai insostenibile” COMUNICATO CONGIUNTO CGIL Filctem e CISL Femca.

Una situazione ormai insostenibile, con lavoratrici e lavoratori senza attività, senza reddito e senza prospettive. Le organizzazioni sindacali CGIL Filctem e CISL Femca, insieme alla RSU aziendale, hanno formalmente richiesto alla Regione Toscana la convocazione urgente del Tavolo Regionale di Unità di Crisi, in verità già aperto da tempo, per affrontare la grave condizione dell’ex Calzaturificio TM, oggi Progetto Scarpa Srl.

Ad oggi sono circa 30 i dipendenti coinvolti, privi di attività produttiva, senza ammortizzatori sociali attivi e senza retribuzione, con pesanti ricadute sulle famiglie. Una situazione che si inserisce in un contesto più ampio di difficoltà del comparto moda e, in particolare, del settore calzaturiero del Valdarno, da tempo segnato da una forte instabilità.

Nel caso specifico, il ridimensionamento delle commesse da parte di Ferragamo Spa ha contribuito a determinare lo stallo produttivo. Dopo il ricorso alla CIGS con contratto di solidarietà tra novembre 2024 e febbraio 2026 e l’avvio della procedura di licenziamento collettivo, conclusasi con l’uscita di 10 lavoratori, si era tentato un percorso di continuità attraverso l’affitto di ramo d’azienda e la nascita di Progetto Scarpa Srl, subentrata dal 1° aprile 2026. Tuttavia, le condizioni annunciate – ripartenza, nuove commesse e pagamento delle spettanze – non si sono concretizzate.

La situazione è veramente complessa e ci troviamo, nonostante il percorso costruito, in una condizione paradossale e di totale mancanza di lavoro. – dichiara Jacopo Maccari della Femca CISL di Arezzo – È necessario che l’azienda e il principale committente si assumano le proprie responsabilità. Ma è altrettanto evidente che non è solo TM a vivere questa condizione: molte realtà del settore calzaturiero stanno attraversando le stesse difficoltà. Ci sono in atto cambiamenti profondi nel mercato e dobbiamo avere tutti la capacità di leggerli insieme, rafforzando il sistema territoriale, per tutelare il lavoro e il sistema produttivo del Valdarno”.

Sulla stessa linea Elisa Calori della Filctem CGIL di Arezzo: Per 30 famiglie si è spenta la luce e non possiamo permettere che questa situazione resti senza risposte. Chiediamo alle istituzioni locali e regionali di intervenire rapidamente, perché siamo di fronte a una vera emergenza sociale. Non è accettabile che questa crisi ricada sui lavoratori: tutta la filiera, a partire dall’azienda e dal principale committente, deve assumersi le proprie responsabilità. Anche questa vicenda si inserisce in una difficoltà più ampia del settore calzaturiero nel territorio. Servono risposte concrete per garantire reddito e tutele”.

Per venerdì 8 maggio è prevista un’assemblea sindacale davanti all’azienda, alla quale parteciperà anche la sindaca di San Giovanni Valdarno, Valentina Vadi, per valutare le iniziative da intraprendere.

Le organizzazioni sindacali ribadiscono la necessità di una convocazione urgente del tavolo regionale: una vertenza che non è più soltanto industriale, ma pienamente sociale.