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Sanità aretina: il territorio non può essere lasciato fuori

Arezzo – 3 settembre 2026 – Sulla riorganizzazione della rete ospedaliera serve un confronto vero con lavoratori, sindaci e politica del territorio

La CISL Funzione Pubblica di Arezzo esprime forte preoccupazione per il piano di riorganizzazione della rete ospedaliera dell’ASL Toscana Sud Est, un progetto che rischia di incidere profondamente sui servizi e sulla qualità dell’assistenza garantita ai cittadini.

A preoccupare è soprattutto il metodo. Una riorganizzazione di questa portata, con decisioni destinate ad avere conseguenze importanti sugli ospedali e sui servizi, non può essere portata avanti senza un confronto adeguato con chi ogni giorno lavora nelle strutture e conosce concretamente le difficoltà del sistema.

«Chiediamo che venga aperto subito un dialogo con tutti gli addetti ai lavori, dai sindacati alla politica del territorio, che non può essere lasciata fuori da decisioni che impattano per i prossimi anni sulla vita delle persone», sottolinea Maurizio Milanesi, segretario della CISL Funzione Pubblica di Arezzo.

Il piano solleva interrogativi anche rispetto alla capacità degli ospedali di mantenere gli attuali livelli di attività. In particolare, la CISL richiama l’attenzione sulla riorganizzazione delle strutture chirurgiche e sulla necessità di garantire una reale capacità di risposta all’interno degli ospedali del territorio.

Arezzo non può essere considerata semplicemente una delle realtà all’interno di una grande azienda sanitaria. È la provincia più grande dell’ASL Toscana Sud Est e ha bisogno di una programmazione che tenga conto delle proprie caratteristiche, dei bisogni della popolazione e delle distanze che separano i diversi territori.

Per questo la CISL Funzione Pubblica chiede che il confronto venga aperto immediatamente. L’obiettivo non è difendere singoli interessi, ma contribuire alla costruzione di una riorganizzazione capace di migliorare i servizi, tutelare il personale e garantire ai cittadini una sanità realmente vicina ai loro bisogni.

La sanità aretina non può essere decisa senza Arezzo. Il territorio deve essere protagonista delle scelte che riguardano il suo futuro.